
Agro Living Lab: rigenerare l’Orto Urbano di Ponticelli
Agro Living Lab è un progetto di rigenerazione urbana e sociale, finanziato dall’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, nato per valorizzare l’Orto Sociale Urbano di Ponticelli, all’interno del Parco Fratelli De Filippo, nella periferia orientale di Napoli. L’intervento nasce con l’obiettivo di restituire agli abitanti del quartiere un’area di circa 10.000 mq, fino ad allora in stato di abbandono e difficilmente accessibile, trasformandola in un nuovo spazio polifunzionale dedicato all’incontro, alla cultura, all’educazione ambientale e alla cittadinanza attiva.
In un contesto complesso come Ponticelli, dove la presenza di spazi pubblici accessibili, curati e condivisi rappresenta una risorsa fondamentale per la qualità della vita, Agro Living Lab assume un valore che va oltre la semplice riqualificazione fisica. Il progetto lavora sullo spazio, ma soprattutto sulle relazioni tra persone, territorio e comunità locale. Al centro di questa esperienza ci sono anche le 250 famiglie assegnatarie dei 300 lotti dell’orto sociale, che con la loro presenza quotidiana costituiscono un presidio attivo di cura, uso e riconoscimento del Parco.
Il progetto è promosso da una rete di partner composta da ERA Cooperativa Sociale, in qualità di capofila, APS Jolie Rouge, APS Gioco Immagine e Parole e Legambiente, insieme alle scuole del territorio, ASL Napoli 1 e alle comunità locali. All’interno di questo percorso, Needle Agopuntura Urbana ha contribuito al processo occupandosi, dopo una fase di ascolto e workshop di co-progettazione, della progettazione e della costruzione dello spazio. L’intervento ha previsto la realizzazione di nuove strutture in legno, gradonate, un palco e la sistemazione degli ambiti verdi, con l’obiettivo di dare nuova vita a un luogo capace di accogliere attività sociali, culturali, educative e comunitarie.


Un progetto di rigenerazione urbana nel cuore di Ponticelli
L’Orto Sociale Urbano di Ponticelli è uno dei più importanti presidi verdi della zona orientale di Napoli. Questo spazio rappresenta da anni un punto di riferimento per attività agricole, educative, sociali e di cura del territorio.
La rigenerazione urbana, in questo caso, non è intesa come semplice intervento estetico, ma come processo di riattivazione sociale. Restituire uno spazio alla comunità significa creare le condizioni perché quel luogo possa essere abitato, curato, riconosciuto e vissuto nel tempo.
Il progetto ha raccolto bisogni, desideri e visioni della comunità locale, traducendoli in soluzioni spaziali concrete. Questo approccio permette di costruire interventi più radicati, perché non calati dall’alto, ma generati a partire dalle persone che quello spazio lo conoscono, lo attraversano e se ne prenderanno cura.
Per Needle, la progettazione partecipata è uno strumento fondamentale dell’agopuntura urbana: piccoli interventi mirati, costruiti insieme alle comunità, possono generare un impatto ampio sulla qualità dello spazio pubblico e sulle relazioni sociali che lo attraversano.




L’intervento di Needle Agopuntura Urbana
L’intervento ha integrato il metodo dei Living Lab e dell’Agopuntura Urbana con i principi della Permacultura e dell’Economia Circolare, trasformando l’area in un luogo più accessibile, attrezzato e aperto alla comunità. Il percorso si è sviluppato in tre fasi operative: ascolto e ripristino dell’area, co-progettazione con gli abitanti e realizzazione delle nuove strutture attraverso pratiche di autocostruzione e sperimentazione green.
Fase 1: Ripristino e riqualificazione
La prima fase ha riguardato il coinvolgimento diretto degli abitanti del quartiere e delle famiglie assegnatarie degli orti, con l’obiettivo di rendere nuovamente agibile un’area di circa 10.000 mq fino ad allora interdetta e in stato di abbandono.
Prima di ogni intervento fisico, Needle ha lavorato attraverso un processo di ascolto attivo, ricostruendo una relazione con chi già viveva e utilizzava quotidianamente il Parco. Questo ha permesso di individuare le principali criticità dello spazio e le condizioni minime necessarie per riaprirlo alla fruizione pubblica.
Fase 2: Living Lab e sperimentazioni green
La seconda fase ha applicato in modo più strutturato il metodo dell’agopuntura urbana: piccoli interventi mirati, costruiti insieme agli abitanti, capaci di generare un impatto concreto sulla qualità dello spazio pubblico.
Attraverso workshop di mappatura partecipativa e co-progettazione, gli abitanti del quartiere, le famiglie dell’orto e le figure tecniche di Needle hanno individuato punti di forza e criticità dell’area, funzioni d’uso esistenti e potenziali, bisogni reali della comunità e possibili modalità di gestione condivisa dello spazio.
Le esigenze emerse sono state poi tradotte in soluzioni spaziali concrete. Needle ha progettato e realizzato nuove strutture in legno, gradonate, sedute, pergolati, elementi di delimitazione e un palco centrale, pensati come un sistema unitario di spazi complementari. Le gradonate diventano luoghi informali di sosta, incontro e osservazione, mentre il palco offre una piattaforma flessibile per attività teatrali, laboratori didattici, presentazioni, assemblee e momenti collettivi.
La scelta del legno come materiale principale risponde alla volontà di lavorare con un sistema costruttivo semplice, accessibile e coerente con il carattere naturale dell’orto. L’intervento segue il principio dell’high design, low tech construction: un progetto curato nel disegno, ma realizzato attraverso tecniche costruttive semplici, riproducibili e adatte a un cantiere partecipato.
Accanto alle nuove strutture, il progetto ha avviato anche la sperimentazione di aree ad alta circolarità, ispirate alla permacultura e all’economia circolare, tra cui un’area in permacultura e una coltivazione di bamboo. Quest’ultimo è stato scelto per le sue qualità ambientali e per il suo potenziale come futura risorsa costruttiva a chilometro zero per il Parco.
Fase 3: Abitiamo l’orto
Nella fase conclusiva, il coinvolgimento degli abitanti si è concentrato sulla programmazione di attività rivolte in particolare alle famiglie e ai più giovani di Ponticelli, con l’obiettivo di costruire una cultura ecologica diffusa e rendere il Parco uno spazio realmente multifunzionale.
Le strutture progettate e costruite da Needle diventano così l’infrastruttura fisica a supporto della vita quotidiana dell’orto: uno spazio capace di accogliere laboratori, eventi, incontri, attività educative e momenti di socialità, restituendo continuità tra ascolto, progettazione, costruzione e uso collettivo del luogo.

Agro Living Lab come modello di rigenerazione urbana sociale
Agro Living Lab Ponticelli indica una possibile direzione per il futuro degli spazi pubblici nelle periferie urbane: luoghi aperti, verdi, multifunzionali, costruiti attraverso il coinvolgimento diretto delle comunità.
Il progetto mostra come la rigenerazione urbana possa unire progettazione architettonica, attivazione sociale, sostenibilità ambientale e cultura. La trasformazione dell’Orto Sociale Urbano non produce soltanto nuove strutture, ma nuove possibilità d’uso, nuove relazioni e nuove occasioni di appartenenza.
Per Needle, dare forma allo spazio pubblico significa creare comunità. Agro Living Lab ne è un esempio concreto: un intervento nato dall’ascolto, sviluppato attraverso la co-progettazione e realizzato per restituire a Ponticelli un luogo vivo, accessibile e condiviso.


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