
City Making: un nuovo modo di costruire la città
Il City Making è un approccio contemporaneo alla progettazione urbana che supera la pianificazione tradizionale e mette al centro le persone, gli usi temporanei e la sperimentazione. Non si tratta solo di disegnare spazi, ma di attivare processi, coinvolgere comunità e costruire significati condivisi nello spazio pubblico.
Negli ultimi anni, il City Making si è affermato come uno strumento fondamentale per affrontare le sfide delle città contemporanee, dalla rigenerazione urbana all’inclusione sociale, dalla sostenibilità ambientale alla resilienza dei territori.

Cos’è il City Making
Con il termine City Making si intende un insieme di pratiche collaborative che mirano a trasformare la città attraverso il coinvolgimento attivo dei cittadini, interventi leggeri e reversibili, sperimentazioni temporanee e collaborazioni tra pubblico, privato e comunità locali.
Il City Making nasce dall’incontro tra urbanistica, design, arte pubblica e attivismo civico e si fonda sull’idea che la città non sia un prodotto finito, ma un organismo in continua evoluzione, costruito giorno dopo giorno dagli usi e dalle relazioni.
City Making e partecipazione
Uno degli elementi centrali del City Making è la partecipazione. Gli abitanti non sono più semplici utenti dello spazio urbano, ma diventano co-autori delle trasformazioni. Attraverso workshop, laboratori, installazioni temporanee e azioni condivise, il City Making permette di testare soluzioni prima che diventino definitive, raccogliere feedback reali dall’uso quotidiano degli spazi e rafforzare il senso di appartenenza ai luoghi.
Questo approccio riduce il rischio di interventi calati dall’alto e favorisce una progettazione più efficace, inclusiva e radicata nei contesti locali.
City Making e urbanistica tattica
Il City Making è spesso associato all’urbanistica tattica, che utilizza interventi rapidi, a basso costo e ad alto impatto per riattivare spazi urbani sottoutilizzati o marginali. Piazze temporanee, arredi urbani mobili, installazioni artistiche e pedonalizzazioni sperimentali sono esempi concreti di come il City Making renda visibile il cambiamento prima che diventi permanente.
Queste azioni consentono di immaginare nuovi scenari urbani e di costruire consenso attorno alle trasformazioni, rendendo il progetto uno strumento condiviso e comprensibile.

Perché il City Making è importante oggi
Il City Making risponde a bisogni concreti delle città contemporanee. Contribuisce a creare spazi pubblici più inclusivi, accessibili e sicuri, rafforza le relazioni sociali, migliora la qualità dello spazio urbano e rende i processi decisionali più trasparenti.
In un contesto di risorse economiche limitate, il City Making dimostra che non sempre sono necessarie grandi opere, ma visione, ascolto e capacità di attivare le energie già presenti nei territori.
City Making come strumento di rigenerazione urbana
Sempre più amministrazioni e realtà locali utilizzano il City Making come strumento strategico di rigenerazione urbana, in particolare nei contesti periferici o in aree in trasformazione. Attraverso interventi progressivi e condivisi, è possibile riattivare spazi abbandonati, rafforzare le reti sociali e sperimentare nuovi usi della città.
Il valore del City Making non risiede solo nel risultato finale, ma nel processo che accompagna il cambiamento e nella capacità di costruire relazioni durature tra persone e luoghi.

Visione futura
Il City Making rappresenta un vero e proprio cambio di paradigma nel modo di progettare e vivere la città. È un approccio che unisce progetto, azione e comunità, capace di trasformare lo spazio urbano in un luogo più equo, dinamico e significativo.
In un’epoca di grandi trasformazioni sociali e ambientali, il City Making non offre soluzioni preconfezionate, ma metodi aperti, adattabili e profondamente radicati nei contesti locali.he l’effetto isola di calore urbano è realmente mitigabile attraverso una corretta progettazione urbanistica.
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