Needle

Needle: dall’inglese “ago”, con al suo interno la parola Need, “bisogno”.  Esprime la nostra volontà di lavorare sui bisogni dei cittadini di un determinato territorio attraverso interventi di agopuntura urbana.

L’ agopuntura – intesa come pratica della medicina tradizionale cinese – viene metaforicamente applicata alla pianificazione urbana; piccole “punture” per grandi benefici a tutto l’organismo città, proprio come se fossero la cura a quelli che si potrebbero definire i suoi malesseri. Significa realizzare progetti di piccola scala con l’ambizione di apportare ampi benefici alle comunità a cui sono destinati.

Needle nasce come tesi di laurea magistrale in architettura discussa nell’aprile del 2017 al Politecnico di Milano su idea di Irene Bariani e Matteo Pettinaroli, un progetto che si è poi evoluto in ungruppo multidisciplinare che si occupa di spazio pubblico e design partecipativo a vari livelli.


Agopuntura urbana

Il termine è preso in prestito dall’architetto e urbanista brasiliano Jaime Lerner. Si riferisce al carattere locale degli interventi e descrive i grandi benefici che  piccole “punture” possono apportare all’organismo urbano. In  sostanza, si tratta di “curare” i malesseri della città. L’agopuntura urbana è fortemente legata all’azione sociale, sull’onda di nuove spinte che stanno contrastando i progetti predeterminati attraverso numerosi movimenti dal basso.

Il termine “agopuntura urbana” non è il solo che descrive interventi di questo genere. Si potrebbe parlare anche di “urbanistica tattica”, o di tante altre esperienze informali e meno teoriche che hanno allo stesso modo migliorato spazi di città apportando benessere alle comunità di fruitori dello spazio stesso.

Una buona agopuntura è aiutare a portare la gente in strada, a creare punti d’incontro e,
principalmente, f
ar sì che ogni funzione urbana canalizzi l’incontro delle persone.”   (Jaime Lerner)


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